Le dolenti note…

Quante volte, tra il serio e il faceto, abbiamo detto (parafrasando il Sommo Poeta Dante Alighieri) “veniamo ora alle dolenti note”, quando c’era da parlare di prezzi?

C’è poco da dire, spesso il momento della formulazione del prezzo è un momento d’imbarazzo, sia per il cliente, sia per il professionista/commerciante/chicchessia. Il primo ha paura di dover sborsare troppo, il secondo ha paura della reazione del cliente, magari intenzionato ad avviare un’estenuante trattativa per ottenere anche solo pochi spiccioli di sconto.

E va bene, fa parte del gioco, direbbe qualcuno. Posso anche sopportarlo… però, mi auguro che qualcuno si trovi d’accordo, trovo del tutto insopportabile e irrispettoso che un cliente si permetta di dire, senz’alcuna conoscenza, che un lavoro è troppo caro. Specialmente nel mondo della fotografia noto questo fastidioso atteggiamento, frutto di odiosi pregiudizi duri a morire quali, in ordine sparso “eh, ma dopo tutto cosa devi fare? Premere un pulsante…” “ma il mio smartphone fa foto identiche!” “i fotografi usano la scusa del talento per farsi pagare” “spendere tanti soldi per una fotografia? Ma è una follia” e via discorrendo…

Per come la vedo io è prima di tutto una mancanza di rispetto, oltre che una dimostrazione di somma ignoranza. È intollerabile che ancora, nel 2016, si debba spiegare alle persone quale sia il valore della fotografia e, soprattutto, di quanto il lavoro del fotografo possa essere difficile, altro che “premere un pulsante”.

Certi concetti dovrebbero essere assodati, invece il grande pubblico continua ad avere un’enorme diffidenza nei confronti del nostro lavoro, e sono sempre di meno quelli che, invece, lo sanno apprezzare per davvero.

Mala tempora currunt.

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Le macro creano dipendenza

Non riesco proprio a non portare con me la mia macchina fotografica quando ho l’occasione di scattare qualche macro… ieri sono andato a comprare delle piante per la casa e, ovviamente, ho colto la palla al balzo. Il mondo vegetale non smette mai di fornire spunti interessanti, e non serve certo essere esperti di botanica per apprezzarlo.

 

Berries by Giancarlo Marseglia Ceccoli on 500px.com

 

 

Flower by Giancarlo Marseglia Ceccoli on 500px.com

 

 

Lavender by Giancarlo Marseglia Ceccoli on 500px.com

 

 

Cactus by Giancarlo Marseglia Ceccoli on 500px.com

 

iPhone, ne devi fare di strada…

Scusate, ma mi viene sempre da ridere quando si dice che la qualità fotografica di uno smartphone sia ormai paragonabile a quella di una DSLR. Mi viene da ridere già di meno quando sento che importantissime riviste (TIME è un esempio emblematico) ne facciano uso. Certo, può capitare di fare uno scatto eccellente con iPhone e uno pessimo con una DSLR, ma parliamo dell’eccezione, non della regola (allego quattro esempi).

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Fotografia “buona” scattata con Nikon D7200
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Fotografia pessima scattata con iPhone 6s
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Fotografia “buona” scattata con iPhone 6 Plus
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Fotografia pessima scattata con Nikon D7200 (a mia parzialissima discolpa si può dire che fosse la mia prima esperienza in assoluto con quella fotocamera)